
Il presunto complotto è diventato un’imbarazzante farsa che rivela il panico a Downing Street più che le divisioni interne al partito laburista, che peraltro sono molto evidenti.
Alla ricerca di un “colpevole”, molti puntano il dito contro Morgan McSweeney, capo dello staff di Starmer, che avrebbe autorizzato se non organizzato il briefing ai giornalisti. Il premier oggi ha però assicurato di avere la massima fiducia in McSweeney.
Il dissidio interno al partito al potere non è solo una tempesta in un bicchier d’acqua: è un dato di fatto che il Governo laburista, eletto nel luglio scorso con una forte maggioranza, è in crollo verticale nei sondaggi. Starmer è particolarmente impopolare tra gli elettori, anche tra i sostenitori del Labour.
C’è grande agitazione per la presentazione del Budget tra due settimane, dato che la stessa cancelliera dello Scacchiere ha avvertito che dovrà prendere «decisioni difficili» per colmare il buco nei conti pubblici. Secondo voci insistenti, Rachel Reeves si prepara ad aumentare le imposte sul reddito per la prima volta dagli anni Settanta.
Se così fosse infrangerebbe la solenne promessa fatta dal Labour in campagna elettorale, e poi ribadita più volte, di non aumentare le tasse, l’Iva o i contributi previdenziali a carico dei lavoratori.






