
Terminato il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra. A quanto si apprende, ci sarebbe l’intesa all’interno della maggioranza sul contributo da parte di banche e assicurazioni per finanziare la legge di bilancio che sarà varata venerdì 17 ottobre quando alle 11 tornerà a riunirsi il Consiglio dei ministri.
Salvini: banche mettono con gioia a disposizione 5 miliardi
Sul contributo delle banche alla manovra in giornata era andato in scena lo scontro tra Lega e Forza Italia. «Ci sono questi doverosi 5 miliardi che le banche metteranno con gioia a disposizione del Paese per aiutare famiglie e imprese in difficoltà. Non è punitivo, leggevo oggi che qualcuno parla di Salvini che ce l’ha con le banche, non è vero. Molto banalmente le banche stanno guadagnando decine di miliardi di euro, chiuderanno il 2025 con almeno 50 miliardi di euro di utile e una parte di questi utili sono dovuti anche all’azione del Governo, alla stabilità, alla serietà» ha dichiarato Salvini. «Quindi – ha proseguito il vicepremier -, che almeno una piccola parte di questi utili da decine di miliardi vengano restituiti ad esempio per la sanità, per assumere medici e infermieri, e per cancellare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate che stanno rovinando la vita a milioni di italiani. Io sono convinto che i banchieri saranno felici di dare questo contributo», ha concluso.
Tajani: tassa su extraprofitti da Urss, non ci sarà
Di tutt’altro avviso Forza Italia. «Giorgetti mi ha assicurato durante l’ultima riunione del Consiglio dei ministri che non ci sarà alcuna tassa sugli extraprofitti, che è un concetto un po’ da Unione Sovietica. Io non credo che si debba intervenire con misure impositive, si deve invece avere un colloquio serrato. Sono in corso colloqui con il mondo bancario, il mondo assicurativo, perché possano dare un contributo alla manovra, cosa che è giusta. Ma un conto è fare una scelta condivisa, un conto è mettere una tassa che rischia di spaventare» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani
Revisione Pnrr copre 5 miliardi manovra
E’ la rimodulazione del Pnrr la prima voce di copertura della manovra indicata nel Docuimento programmatico di bilancio inviato alla Commissione Ue. La revisione del Piano vale il prossimo anno lo 0,22% del Pil, pari a circa 5 miliardi di euro (più del contributo da 4,4 miliardi circa atteso da banche e assicurazioni). I tagli ai ministeri valgono invece il prossimo anno lo 0,1% del Pil, ovvero 2,3 miliardi. La revisione della spesa nei dicasteri prosegue anche nel biennio successivo arrivando a circa 3 miliardi nel 2028.






