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Netflix e condivisione password: cosa cambia per studenti fuori sede, genitori separati, piano 4K

Maggio 24, 2023
nel Tecnologia
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“Con le mani, con le mani, con le mani, ciao, ciao”: la citazione della nota canzone della Rappresentante di Lista è il modo più diffuso con cui gli italiani stanno rispondendo alla decisione di Netflix di ostacolare la condivisione gratuita delle password.

Come aveva annunciato ormai oltre un anno fa, l’azienda ha confermato che in 100 Paesi del mondo (Italia compresa) chi vorrà permettere l’accesso al proprio account a persone al di fuori del proprio nucleo domestico, dovrà pagare per farlo: nel nostro Paese sono 4,99 euro al mese in più per ogni persona aggiunta, che sono meno rispetto ai 5,99 della Spagna ma di più rispetto ai 3,99 del Portogallo.

twitter: le novità annunciate da Netflix

CEO di #Netflix: “Come possiamo fare per perdere milioni di abbonati?”
Business manager: “Potremmo togliere la condivisione della password e ostinarci a non mettere il 4k di default per tutti”
CEO: “Ottima idea!”

— Gerry (@ilGerry_real) May 23, 2023

“Love is sharing”, il tweet della polemica

Netflix non ha comunicato le novità su Facebook, ma lo ha fatto su Twitter alle 20.15 di ieri (martedì 23 maggio): al momento in cui scriviamo, il cinguettio ha quasi 300 retweet, è stato visualizzato oltre 185mila volte e ha quasi 150 commenti. Ed è onestamente difficile trovare qualcuno che sia d’accordo con la decisione (ci sono, ma sono pochissimi).

Come detto, c’è chi mette in musica l’intenzione di annullare l’abbonamento, chi dichiara esplicitamente che “è arrivato il giorno in cui finalmente faccio la disdetta”, chi immagina una prossima fine per Netflix e chi ricorda che “Blockbuster cominciò così”. Volendo cercare una costante fra i commenti, i più numerosi sono di due tipi: tantissimi ricordano e rinfacciano a Netflix un vecchio tweet del 10 marzo 2017, quello che diceva che “Love is sharing a password” (cioè che il vero amore è la condivisione, delle password); quasi altrettanti chiedono l’unica cosa che l’azienda al momento non sembra intenzionata a dare, cioè un piano in 4K da un solo schermo magari a 8,99 perché “se non posso condividere, almeno pago il giusto”.

Altri fanno paragoni con altre piattaforme di streaming e si dicono pronti a passare ad Amazon Prime Video o Disney Plus, forse poco consapevoli che pure queste seguiranno probabilmente presto la medesima strada, come di recente ci hanno in qualche modo confermato da Paramount Plus.

C’è anche chi si lamenta che “dal sito non si capisce nulla” su quanti utenti extra possono essere acquistati e su quante visioni contemporanee sono autorizzate, anche se in realtà non è proprio così.

twitter: lo storico cinguettio del 2017

Come funzionano i 4 nuovi piani di Netflix

Sul sito di Netflix Italia, nella sezione Piani e listino prezzi, è anzi decisamente ben spiegato come funzionano le novità e che cosa cambia rispetto al passato. Al momento, i piani possibili sono 4: Standard con pubblicità, Base, Standard e Premium.

Il primo permette la visione dei contenuti con pubblicità, su 2 dispositivi alla volta e in Full HD; è l’unico piano in cui non è consentito il download. L’abbonamento Base supporta un dispositivo alla volta e la visione è in semplice HD. Lo Standard è come lo Standard con pubblicità, però senza la pubblicità e con la possibilità di download: visione su 2 dispositivi alla volta e in Full HD. Infine, il piano Premium consente la visione 4 dispositivi alla volta, in 4K e con il supporto per l’Audio spaziale.

L’abbonamento Standard con pubblicità costa 5,49 euro al mese, quello Base sale a 7,99, quello Standard a 12,99 e quello Premium a ben 17,99 euro al mese. Un’ulteriore differenza, e questa è appunto la novità più recente, riguarda gli utenti extra: costano sempre 4,99 euro in più al mese, ma possono aggiungerli solo i piani Standard e Premium, i due più costosi. Il primo può aggiungerne uno (arrivando dunque a 17,98 euro al mese) e il secondo può aggiungerne due (sfiorando i 28 euro al mese).

Condivisione delle password: 3 domande per Netflix

Detto questo, è però vero che ci sono alcune cose poco chiare in questa rivoluzione portata avanti dall’azienda americana, che elenchiamo di seguito perché ci sembrano quelle su cui più persone si stanno interrogando in queste ore.

Che succederà agli studenti fuori sede? Per la stragrande maggioranza del tempo non vivono insieme con i genitori, ma fanno evidentemente parte del loro nucleo famigliare. Netflix dice che “le persone che fanno parte del nucleo domestico possono guardare in movimento”, ma questo riguarda anche chi studia lontano da casa e chi frequenta l’università in un’altra provincia, regione oppure anche all’estero? Oppure gli studenti dovranno attivare un nuovo e ulteriore abbonamento oltre a quello dei genitori?

Che succederà ai genitori separati? Di nuovo: non vivono insieme con i figli, non sempre o comunque in periodi limitati della settimana o dell’anno. Se un padre separato condivide la password per Netflix con la figlia che vive con la madre, potrà continuare a farlo? Oppure alle spese legate a separazione e divorzio dovranno essere aggiunte pure quelle per l’attivazione di un ulteriore account per lo streaming?

Perché non fare davvero un piano in 4K da un solo dispositivo a 8,99 euro al mese? Questa è la richiesta più forte che arriva dal mercato, non solo italiano: dopo l’ultima stretta, sembra francamente inutile avere un abbonamento Ultra HD per 4 visioni contemporanee a 18 euro al mese. È un po’ come quando Blockbuster faceva pagare di più per tenere un film una settimana, una cosa costosa e non molto utile, a meno di non volerlo imparare a memoria. Costosa, non molto utile e anche che non è andata a finire benissimo.

@capoema

 

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