Il corpo senza vita di un dipendente trovato all’interno del negozio la notte scorsa, ma il supermercato stamattina ha deciso di aprire comunque al pubblico. È polemica a Termoli, in Molise, dove i sindacati si sono scagliati contro la decisione dell’azienda di aprire il punto vendita nonostante la tragedia appena avvenuta. Filcams-Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs esprimono cordoglio alla famiglia e ai colleghi ritenendo però «gravissimo e incomprensibile» che, a seguito di quanto accaduto, il punto vendita sia stato riaperto regolarmente alle 10 del mattino, «come se nulla fosse accaduto, senza alcuna comunicazione alle lavoratrici e lavoratori e senza che fosse garantita, da parte aziendale, una sospensione cautelativa delle attività per il tempo necessario a compiere le dovute verifiche».
«Un evento così grave – proseguono i sindacati in una nota – non può essere ’accantonato’ nei protocolli aziendali come se fosse un atto normale. Le persone, i nostri lavoratori che lavorano in quel supermercato, come in tutti i luoghi di lavoro, hanno il diritto di essere informati, sostenuti psicologicamente, e tutelati se necessario. Questo comportamento, oltre a mancare di rispetto alla memoria del lavoratore scomparso, solleva interrogativi rilevanti sul piano della responsabilità aziendale, della gestione dell’emergenza e della tutela delle condizioni psicologiche, sanitarie e morali del personale coinvolto».
Nella nota le organizzazioni sindacali chiedono una serie di informazioni all’azienda su quanto accaduto. «Alla luce della tragedia avvenuta – aggiungono -, sarebbe stato un gesto di rispetto nei confronti del lavoratore, della sua famiglia e della comunità intera, sospendere o almeno ridurre temporaneamente le attività nel punto vendita. Riteniamo inaccettabile che in un’azienda di tali dimensioni e diffusione non sia previsto un protocollo chiaro di sospensione, presidio e comunicazione in caso di eventi drammatici come questo». «La morte di un nostro lavoratore, di un nostro concittadino non può essere ignorata – concludono i sindacati -. Ci riserviamo di attivare tutte le sedi opportune per garantire che venga fatta piena luce su quanto accaduto, e che vengano assunte tutte le misure necessarie per tutelare lavoratrici e lavoratori, anche attraverso un confronto formale a livello nazionale».



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