
BRUXELLES – Dopo ore di discussioni qui a Bruxelles, i capi di Stato e di governo dell’Unione europea hanno deciso di aiutare l’Ucraina nella sua guerra contro la Russia, raccogliendo denaro sui mercati finanziari anziché usando gli attivi russi congelati al momento dello scoppio del conflitto. La decisione è giunta in mezzo alla notte, e rappresenta una svolta rispetto ai piani prevalenti finora. L’idea di usare le riserve russe si è rivelata, per ora, troppo controversa.
«Oggi abbiamo approvato la decisione di fornire 90 miliardi di euro all’Ucraina», ha spiegato il presidente del Consiglio europeo António Costa in una conferenza stampa nella notte tra giovedì e venerdì, dopo ore di colloqui tra i leader a Bruxelles. «Come misura urgente, forniremo un prestito garantito dal bilancio dell’Unione europea». La decisione è giunta all’unanimità. Gli aiuti finanziari a Kiev devono servire per il periodo 2026-2027.
L’accordo con i paesi “ribelli”
L’idea di un prestito della Ue inizialmente sembrava irrealizzabile, poiché richiede il consenso di tutti i paesi membri e in particolare il premier ungherese Viktor Orbán si era opposto. Tuttavia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno acconsentito al piano, a condizione che non avesse ripercussioni finanziarie sui loro paesi. Nel frattempo, l’ipotesi di usare gli attivi russi resta sul tavolo, e continuerà ad essere oggetto di lavoro tecnico, ha spiegato il presidente Costa.
«C’erano così tante domande sull’uso degli attivi russi detenuti in Europa che abbiamo dovuto ricorrere al piano B. Ha prevalso la razionalità», ha spiegato il primo ministro belga Bart De Wever in una conferenza stampa notturna. «La UE ha evitato il caos e la divisione ed è rimasta unita». Il Belgio aveva posto molte condizioni per permettere che il denaro russo depositato sul suo territorio potesse essere usato. Nei fatti ha posto un veto che nessun paese ha accettato di superare.
Sconfitta per la Germania
La scelta di optare, almeno per ora, sul debito in comune è una sconfitta per la Germania che da settimane premeva per usare gli attivi russi, in tutto 210 miliardi di euro. L’idea di nuovo debito in comune rimane molto impopolare nella Repubblica Federale. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha fatto buon viso a cattiva sorte: «Questa è una buona notizia per l’Ucraina e una cattiva notizia per la Russia, ed era proprio questa la nostra intenzione».





