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Home » Safer Internet Day 2026: le regole per avvicinarsi in maniera più sicura all’AI e ai social
Tecnologia

Safer Internet Day 2026: le regole per avvicinarsi in maniera più sicura all’AI e ai social

Sala NotizieBy Sala Notizie10 Febbraio 20265 Mins Read
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Safer Internet Day 2026: le regole per avvicinarsi in maniera più sicura all’AI e ai social
Safer Internet Day 2026: le regole per avvicinarsi in maniera più sicura all’AI e ai social

Il 10 febbraio si celebra il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete promossa dalla Commissione europea, che mira non solo a sensibilizzare, ma anche ad adottare misure concrete per proteggere e responsabilizzare i bambini e i giovani online.

L’appuntamento di quest’anno mette al centro il rapporto sempre più stretto di bambini e adolescenti con le tecnologie digitali: dall’uso dei social network all’intelligenza artificiale, ponendo l’attenzione sui temi della salute mentale, dell’educazione e della regolamentazione delle piattaforme.

Ogni anno il Safer Internet Day chiede l’intervento dei numerosi attori coinvolti nel fornire un ambiente digitale più sicuro e migliore per i giovani utenti. Tra questi ci sono decisori, rappresentanti dell’industria, organizzazioni, educatori, genitori e giovani stessi.

Safer Internet Day 2026 (europa.eu)

Salute mentale e AI: i dati di Telefono Azzurro e OMS

Telefono Azzurro richiama l’attenzione su un quadro complesso, ricordando che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa il 14% degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni sperimenta un disagio psichico, spesso non riconosciuto o trattato. Un adolescente su cinque dichiara di sentirsi solo, con percentuali più alte tra le ragazze.

Gli studi indicano una correlazione sempre più evidente tra uso problematico dei social network e sintomi ansiosi e depressivi, alimentati dal confronto sociale, dalla paura di esclusione e da sentimenti di inadeguatezza. In questo contesto, la diffusione sempre più massiccia dell’Intelligenza Artificiale tra le nuove generazioni chiede un’assunzione di responsabilità da parte degli adulti.

L’indagine di Telefono Azzurro

Secondo un’indagine promossa da Telefono Azzurro in collaborazione con Ipsos Doxa, nel 2025 oltre un adolescente su tre (35%) tra i 12 e i 18 anni utilizza strumenti di intelligenza artificiale tra le attività online più frequenti. La conoscenza dei chatbot è molto elevata: tre ragazzi su quattro dichiarano di conoscerli e di utilizzarli, con ChatGPT in testa, seguito da Gemini, Meta AI e Microsoft Copilot.

L’uso principale resta legato allo studio e alla ricerca, ma non mancano ambiti più delicati: il 14% dei ragazzi chiede spesso consigli personali ai chatbot, mentre il 34% lo ha fatto almeno qualche volta. Dal punto di vista emotivo, l’interazione suscita curiosità e divertimento, ma per alcuni rappresenta anche uno spazio percepito come non giudicante: il 23% si è sentito compreso, il 16% meno solo.

Accanto ai benefici emergono però timori concreti: il 40% segnala una possibile riduzione del pensiero critico, il 35% una diminuzione delle relazioni sociali reali, il 33% il rischio di confondere realtà e finzione, mentre un ragazzo su quattro teme forme di dipendenza.

Unicef: i 9 consigli pratici per i genitori

L’Unicef dedica il Safer Internet Day al tema “Tecnologia intelligente, scelte sicure”, ricordando che più di uno studente su cinque di 10 anni non sa distinguere un sito affidabile da uno non affidabile. Da qui i nove consigli ai genitori: il primo è quello di “iniziare presto” ad introdurre l’AI “in modo semplice che cos’è e come funziona”. Il secondo è di “tenere presenti i rischi” per questo è “importante incoraggiare un uso equilibrato e consapevole, in modo che il vostro bambino continui a sviluppare abilità utili per la vita reale come comunicazione e problem solving”. Il terzo è “usare esempi quotidiani” perché “i bambini piccoli capiscono meglio l’intelligenza artificiale quando è collegata a oggetti familiari”. Il quarto è “aiutare i bambini a imparare con l’AI” ovvero “incoraggiate vostro figlio a usare l’IA come uno strumento utile, non come una scorciatoia”. 

Seguono poi i consigli: “proteggere la privacy del vostro bambino”, “imparare insieme”, “prestare attenzione ai segnali di allarme”, “dialogare apertamente con la scuola” e “mantenere l’Ia nella giusta prospettiva” perché “ciò che conta di più è l’ambiente in cui i bambini crescono e prosperano. Le relazioni, le routine e gli interessi vengono prima di tutto”.

“Serve un impegno condiviso tra famiglie, scuole, istituzioni e aziende”, sottolinea il presidente di Unicef Italia Nicola Graziano, per costruire ambienti digitali che tutelino i diritti e il benessere dei bambini.

Google e l’educazione al pensiero critico nell’era dell’IA

Anche Google, in vista della giornata del 10 febbraio, propone cinque consigli rivolti a studenti, genitori e insegnanti. Tra le priorità: accompagnare l’apprendimento con limiti intelligenti tra online e offline, allenare il pensiero critico nell’uso dell’intelligenza artificiale e imparare a riconoscere i contenuti generati dall’IA.

Strumenti come SafeSearch, Family Link, il metodo SIFT per la verifica delle fonti e le filigrane SynthID vengono indicati come supporti concreti per una navigazione più consapevole. Centrale anche il tema della cittadinanza digitale, in un contesto in cui un bambino su sei è vittima di cyberbullismo.

Youtube estende i controlli parentali

Da alcuni giorni YouTube ha annunciato nuove misure per rendere più sicura e consapevole l’esperienza online degli adolescenti, rafforzando i controlli parentali e introducendo principi di qualità per i contenuti consigliati. 

Tra le novità principali ci sono la possibilità per i genitori di limitare il tempo trascorso sugli Shorts, una procedura più semplice per creare e gestire account familiari e sistemi di raccomandazione orientati a contenuti più educativi, positivi e adeguati all’età. Le iniziative sono supportate da esperti e organizzazioni per la tutela dei minori. Una ricerca Ipsos evidenzia che il 79% dei genitori italiani con account supervisionati considera appropriati i contenuti visti dai figli e il 74% afferma di sentirsi più sicuro grazie agli strumenti offerti dalla piattaforma.

Agcom: restano in vigore le misure di tutela dei minori

Sempre in occasione del Safer Internet Day, l’Agcom ha ribadito che non c’è stato alcuno stop alla verifica dell’età sui siti pornografici. Il commissario Massimiliano Capitanio chiarisce che le ordinanze del Tar del Lazio non hanno sospeso le misure previste dal Decreto Caivano, ma si sono limitate a fissare un’udienza di merito.

Restano quindi pienamente efficaci gli strumenti messi in campo dall’Autorità: parental control gratuito, patentino digitale, codice influencer e sistemi di age verification. In caso di inadempienze, Agcom potrà avviare procedimenti sanzionatori. “È importante evitare interpretazioni fuorvianti su un tema così delicato”, sottolinea Capitanio.

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