Von der Leyen, è il momento dell’indipendenza europea sulla sicurezza
Von der Leyen, è il momento dell’indipendenza europea sulla sicurezza
“Stiamo vivendo un periodo di sconvolgimenti. Quindi la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco non è mai stato così attuale. Il 2025 è stato l’anno in cui le vecchie certezze sono crollate. Il 2026 è l’anno in cui ci confrontiamo con la realtà. Sono qui per parlare del momento di indipendenza dell’Europa. Siamo pronti ad assumerci maggiori responsabilità per la nostra sicurezza”. Lo dichiara sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Rubio, penso di incontrare Zelensky a Monaco
“Penso di sì. Credo che sarà presente e ci sarà l’occasione di vederlo. Mi pare sia nella mia agenda. Non ne sono certo al 100%, ma sono sicuro che lo faremo”. Lo ha affermato il segretario di Stato americano Marco Rubio prima di partire dagli Usa per l’Europa dove prenderà parte alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. “Vogliamo che la guerra finisca – ha aggiunto – Le persone stanno soffrendo, è il periodo più freddo dell’anno, è una sofferenza inimmaginabile. È per questo che le guerre sono negative, ed è per questo che abbiamo lavorato così duramente per oltre un anno per cercare di porre fine a questa”. Rubio ha infine specificato che nel corso di questo viaggio “non andrà” in Russia.
Rubio: «Mio messaggio a Monaco? L’Europa per noi è importante’
“L’Europa per noi è importante”. E’ questo il ’messaggio’ che il segretario di Stato americano Marco Rubio intende portare domani nel suo intervento alla conferenza di Monaco, un anno dopo lo ’shock’ del discorso del vice presidente JD Vance, che aveva accusato l’Europa di “aver abbandonato i propri valori”. Accuse ripetute da allora più volte, fino a essere inserite nella nuova Strategia di sicurezza nazionale americana, in cui si parla di quella europea come di “una civiltà a rischio”. “Siamo strettamente legati all’Europa – ha assicurato Rubio prima di partire per Monaco, prima tappa di un viaggio che lo porterà anche in Ungheria e Slovacchia, dai premier populisti grandi ammiratori di Donald Trump, Viktor Orban e Robert Fico – Penso che la maggior parte delle persone del nostro Paese possa ricondurre le proprie origini culturali o personali all’Europa, quindi siamo profondamente legati all’Europa e il nostro futuro è sempre stato collegato… Quindi dobbiamo solo parlare di come sarà quel futuro”. Perché, ha sottolineato il capo della diplomazia americana, “il vecchio mondo è finito, francamente, il mondo in cui sono cresciuto, e viviamo in una nuova era geopolitica, che richiederà a tutti noi di riesaminare come sarà e quale sarà il nostro ruolo”. “Abbiamo avuto molte conversazioni private con molti dei nostri alleati, che sono tali, e dobbiamo continuare ad averne”, ha concluso.






