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Home » Recupero crediti, liberata liquidità pari all’1% del Pil
Finanza

Recupero crediti, liberata liquidità pari all’1% del Pil

Sala NotizieBy Sala Notizie20 Maggio 20263 Mins Read
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Recupero crediti, liberata liquidità pari all’1% del Pil
Recupero crediti, liberata liquidità pari all’1% del Pil

Bollette non pagate, scadenze di mutui e prestiti a rate non onorati da parte di famiglie e imprese. Per un totale di 51,8 milioni di pratiche gestite in conto terzi nel 2025, il 12% in più rispetto al 2024 e ai massimi degli ultimi sei anni. E un valore complessivo in assestamento sui 188 miliardi di euro, in leggera flessione rispetto al 2024 (-1%), ma pari all’8,3% del Pil italiano a prezzi correnti. Affidati alle società di recupero per la riscossione registrano una performance di incasso in netto miglioramento. Il XVI Rapporto Unirec, l’Unione nazionale delle imprese a tutela del credito, realizzato con Nomisma, fotografa un settore con un andamento a pieni giri. Viene presentato oggi, 20 maggio, presso l’Auditorium di Assolombarda nel corso di un incontro che riunisce circa 300 tra i principali operatori della filiera, rappresentanti delle istituzioni ed economisti.

«La domanda di servizi a tutela del credito – sottolinea il presidente di Unirec Cristian Bertilaccio – è in crescita e i numeri di pratiche affidate e importi potrebbero essere destinati ad aumentare ulteriormente quest’anno in seguito alle incertezze geopolitiche, in particolare nel settore delle utilities come conseguenza del caro-energia. Abbiamo però dimostrato di essere un settore resiliente ed efficiente e siamo pronti ad affrontare nuove sfide, anche alla luce dell’andamento del 2025».

La fotografia

Lo scorso anno gli addetti del settore hanno recuperato 22,3 milioni di pratiche, il 15% in più rispetto al 2024 con una performance del 43%, il miglior risultato in sedici anni. Gli importi incassati sono saliti a 22 miliardi (+5%), pari all’1% del Pil, con un rapporto tra affidati e recuperati del 12%, il valore più alto mai registrato. «I dati – afferma Bertilaccio – evidenziano il ruolo delle nostre associate come infrastruttura sistemica del ciclo di credito nazionale: liberare quella liquidità significa dar vita a un circolo virtuoso per sostenere la crescita economica del nostro Paese». Il mix tra crescita delle pratiche e leggera flessione del valore aggregato segnala un progressivo cambiamento dei portafogli affidati: le imprese del comparto intervengono in fasi più precoci del ciclo del credito su valori più contenuti. «Questo fenomeno – spiega il presidente di Unirec – è coerente con l’evoluzione regolamentare degli ultimi anni, soprattutto sulla scia dei vari interventi europei sugli Npl che hanno favorito una gestione anticipata e specializzata dei crediti più complessi e hanno spinto i soggetti finanziari a esternalizzare anche attività un tempo gestite internamente». Di conseguenza nel 2025 il ticket medio dei crediti affidati è stato pari a 3.635 euro, in calo del 12% rispetto al 2024.

La produttività

La produttività del settore ha raggiunto un nuovo massimo storico, con una media di 4.615 pratiche gestite per addetto, in crescita del 15% rispetto al 2024. Questo riflette il progressivo efficientamento dei processi, grazie alla digitalizzazione, all’automazione delle attività a minor valore aggiunto e a una segmentazione più efficace dei portafogli, «ma – fa notare Bertilaccio – richiama l’attenzione sulla sostenibilità dei carichi di lavoro per le posizioni più complesse che richiedono un approccio personalizzato e figure professionali altamente specializzate».

Occhi puntati sui crediti erariali

A livello regionale la Campania scavalca la Lombardia per numero di pratiche (6,4 contro 6 milioni), ma quest’ultima mantiene la leadership sulle somme affidate (29,8 miliardi). La maggior parte dei volumi restano ancora concentrati in cinque regioni (oltre a Lombardia e Campania anche Lazio, Sicilia ed Emilia-Romagna).

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