
La mobilitazione è partita, e il sostegno alla famiglia che con i tre figli vive nel bosco a Palmoli, paese di 800 abitanti in provincia di Chieti, non si è fatto attendere. Nell’arco di due giorni la campagna di sensibilizzazione ha registrato oltre 13mila firme. Tutte in difesa della scelta «radicale» della coppia anglo australiana e dei tre figli (una bimba di otto anni e due gemelli di sei) di vivere in una casa nel bosco senza luce elettrica, acqua corrente e gas. Un ritorno alla natura che, però, non è stato senza conseguenze. Alla coppia è stata sospesa la potestà genitoriale, ma confermato comunque l’affidamento dei minori ai genitori.
La prossima settimana, con ogni probabilità, i magistrati prenderanno una decisione definitiva sulla potestà, mentre l’avvocato della famiglia presenterà nei prossimi giorni una serie di testimonianze a sostegno di quella che ormai è conosciuta da tutti come la “famiglia nel bosco”.
Un’intossicazione da funghi fa nascere il caso
La vicenda, come ricorda Giuseppe Masciulli, sindaco di Palmoli, è iniziata lo scorso anno anche se «la famiglia vive qui dal 2021». «In Comune si vedevano perché vivevano in una casa colonica e hanno dovuto espletare le pratiche per il cambio di residenza – dice il primo cittadino -. Il caso è venuto alla luce lo scorso anno, quando c’è stato l’intervento dell’elisoccorso per una intossicazione da funghi. Quindi l’intervento dei carabinieri che hanno poi relazionato al tribunale per i minori per via delle condizioni dei luoghi considerate precarie».
Casa senza gas ed elettricità







