
«Alla vigilia della manovra quello che ci preme è evitare l’assalto alla diligenza e lavorare con il Governo per un piano triennale da 8 miliardi l’anno per sostenere gli investimenti, a partire da quelli in innovazione e digitalizzazione, con incentivi stabili, estendendo le semplificazioni burocratiche della Zes unica a tutta Italia». Così il presidente di Confindustria Emanuele Orsini commentando l’accordo tra Confindustria e Cdp per sostenere la crescita delle imprese italiane.
«È necessario sostenere – ha aggiunto Orsini – la patrimonializzazione e ridurre il carico fiscale delle imprese, occorre confermare e rafforzare il Fondo di Garanzia per le PMI e prevedere misure per attivare i risparmi di famiglie e investitori istituzionali a beneficio della nostra economia». Quanto all’accordo siglato alla Luiss Orsini ha aggiunto: «Questo accordo costituisce una scelta strategica: unire le forze per dare all’Italia una crescita solida e duratura fondata sull’industria. Lavoriamo su nuovi strumenti di credito e finanza mettendo al centro innovazione, tecnologie, investimenti, filiere, soluzioni per l’abitare sostenibile e giovani. La produttività del manifatturiero, locomotiva del Paese, torna ad arretrare dopo una fase di crescita sostenuta: nel 2023 ha registrato un -2,4%, segnale che impone una svolta sugli incentivi per la crescita e sugli investimenti».
«La produttività del manifatturiero, locomotiva del Paese, torna ad arretrare», ha avvertito il presidente di Confindustria.
Serve un piano industriale per il Paese, un piano europeo ed un piano italiano
Serve «un piano industriale per il Paese, un piano europeo ed un piano italiano», ha sottolineato. Serve «qualcosa che abbia una durata di almeno tre anni, altrimenti faremo solo uno zero-virgola di crescita, invece dobbiamo crescere all’1,5 – 2 %. La prima slide per me è drammatica. Quando vediamo che la produttività di questo Paese è crollata la prima domanda che ci dobbiamo porre è: come facciamo a far incrementare quella produttività?», ha affermato il leader degli industriali, riferendosi allo scenario delineato dal direttore del centro studi di Confindustria, Alessandro Fontana, durante l’appuntamento alla Luiss per presentare l’accordo tra Confindustria e Cdp.
Stop a progetti con visione a breve termine
«Quello che diventa significativo per il nostro Paese è quanto ci sia la capacità di incrementare la produttività. Questo è fondamentale. Però per fare questo servono le condizioni», ha detto il presidente di Confindustria: «È ovvio che da soli non ce la possiamo fare, è ovvio che quindi serve implementare tutte le cose di cui abbiamo bisogno. Il vero tema oggi è capire le priorità per riuscire a far sì che questo Paese cresca più velocemente possibile». E «dobbiamo smetterla di parlare di progetti che abbiano una visione a breve termine», servono progetti come il “piano casa” che «è il progetto più a lungo termine di tutti». Serve «un progetto Paese a lungo termine».







