
«Willy è un nostro ragazzo ucciso da una violenza cieca e insensata e brutale mentre cercava di difendere un amico e di placare gli animi per evitare che si scatenasse una rissa, voleva evitare una violenza e la violenza è esplosa contro di lui, ricordiamo con affetto Willy insieme alla sua famiglia e agli amici e non dimentichiamo». È il ricordo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per Willy Dueiro nella cerimonia che si è tenuta a Colleferro (Roma) in ricordo del 21enne, ucciso in un pestaggio mentre tenta di difendere un amico in difficoltà. Per l’omicidio il 13 marzo 2025 la Corte d’Assise di Appello di Roma ha condannato Marco Bianchi all’ergastolo mentre il fratello Gabriele, a cui sono state riconosciute le attenuanti generiche, è stato condannato a 28 anni.
«Nelle società di oggi ritorna un clima di avversione e rancore di reciproco rifiuto che spesso sfocia nella violenza e giunge all’omicidio – ha detto Mattarella -. Sui social e non solo su di essi vengono amplificate parole di odio che vengono accompagnate da una narrazione per generare sfiducia per provocare conflitti, divisioni e scontri. Sono rifiutate la realtà, il rispetto delle opinioni, la critica civile il diverso da se stessi viene visto come un nemico, un nemico da combattere e abbattere, lungi dal considerare la diversità di opinione una sfida all’approfondimento si ritiene che gli altri debbano essere annientati. Si rischia che la violenza diventi ordinaria e banale e c’è chi ne arriva a fare una ragione di vanto».
La citazione di Martin Luther King: la violenza genera violenza
«I giovani meritano maggiore rispetto e richiedono grande attenzione dobbiamo offrire loro un orizzonte di speranza, va ricordato a loro e agli adulti e forse in modo particolare agli adulti che la violenza non è forza ma debolezza. Lo scrisse Benedetto Croce – ha detto Mattarella – ma questo principio vale sempre. Chi crede di affermarsi con la violenza è una persona che è destinata al fallimento. Un grande uomo come Martin Luther King ripeteva che l’odio moltiplica l’odio e la violenza moltiplica la violenza. È così all’interno delle società e nel mondo la pace anche livello internazionale nasce da questo modo di pensare. L’umanità celebra da sempre le persone che con i loro gesti hanno diffuso l’umanità e tra loro c’è Willy».







