
A Niscemi il terreno continua a franare: è crollata la Croce che si trovava lungo il fronte della frana, diventata simbolo di speranza per il paese. «Purtroppo pochi minuti fa è caduta. Questo appesantisce ancora di più il nostro già triste cuore», ha scritto su Facebook la sera del 9 febbraio il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. La croce si trovava lungo il fronte della frana che ha interessato il paese siciliano colpito duramente dal ciclone Harry. In giornata nuovo sopralluogo del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Intorno alle 12 è previsto un incontro con il sindaco, Massimiliano Valentino Conti, al Centro Operativo Comunale per fare il punto sulle azioni in corso in relazione alla frana che ha interessato la cittadina siciliana. La premier Giorgia Meloni «tornerà a Niscemi nei prossimi giorni», ha annunciato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci in tv.
La croce ricordava la chiesa colpita dalla frana del 1997
Era rimasta in bilico sul fronte della frana di Niscemi, considerata simbolo di speranza e di resistenza. Il terreno su cui ancora poggiava si è sbriciolato ed è caduta nel vuoto. La croce di trovava nel quartiere “Sante Croci” ed era diventata, in queste settimane di emergenza dopo la frana che ha sconvolto il paese un simbolo, fotografata su tutti i media. Era stata apposta nel ricordo della chiesa colpita dalla frana del 1997. La croce, che si trovava a pochi metri dal baratro, era stata ricavata all’interno di una grossa pietra su un piedistallo di marmo.
Predisposta la rete di monitoraggio
Gli specialisti Usar (Urban search and rescue) e del nucleo Sapr (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) hanno predisposto una rete avanzata di monitoraggio: l’incrocio dei dati rilevati ha permesso oggi, per alcune ore, l’accesso nella fascia tra i 30 e i 50 metri dal fronte di frana, finora inibita a ogni attività per l’alto rischio di crollo. Intanto prosegue l’impegno dei Vigili del fuoco, al lavoro sul fronte della frana dal 25 gennaio. Sono stati effettuati 30 interventi di recupero beni, di cui 10 nell’area più critica, permettendo ai residenti di tornare in possesso dei loro effetti personali. Poco prima del crollo della croce molte famiglie erano entrate in case limitrofe a recuperare alcuni beni di prima necessità.
Cinque indagati per violazione della zona rossa
Intanto la Procura di Gela, guidata da Salvatore Vella, ha aperto i primi procedimenti penali per violazione della zona rossa attigua alla frana di Niscemi. Le forze dell’ordine da giorni cercano di tenere a distanza cittadini e curiosi dalla zona a rischio. Cinque, al momento, le persone indagate. Il rispetto dell’ordinanza sindacale di protezione civile è a tutela dell’incolumità dei cittadini, ricorda la Procura.






