“Non ci sarà nessuno Stato palestinese”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una visita all’insediamento di coloni di Maale Adumim nella Cisgiordania occupata, dove, secondo il cosiddetto piano E1, saranno aggiunte migliaia di nuove unità abitative. Lo riporta al Jazeera. “Oggi sta succedendo qualcosa di enorme. Questo progetto raddoppierà la popolazione di Ma’ale Adumim. Qui vivranno 70.000 persone entro cinque anni. Sarà un cambiamento immenso”, ha sottolineato Netanyahu.
“Questo posto ci appartiene”
“Manterremo la nostra promessa: non ci sarà nessuno Stato palestinese, questo posto ci appartiene”, ha dichiarato Netanyahu durante la cerimonia di firma del progetto di insediamento in Cisgiordania.
Il progetto, che ha ricevuto l’approvazione definitiva il mese scorso, prevede la costruzione di 3.500 unità abitative nell’ambito dell’espansione dell’insediamento di Maale Adumim, che taglierebbe in due la Cisgiordania e metterebbe a repentaglio la creazione di uno Stato palestinese. “Preserveremo il nostro patrimonio, la nostra terra e la nostra sicurezza. Raddoppieremo la popolazione della città”, ha continuato il primo ministro durante la cerimonia, trasmessa in diretta dal suo ufficio.
Media, Trump teme Netanyahu voglia sabotare negoziati
Le parole del premier israeliano in Cisgiordania – di fatto una accelerazione che rende difficile un passo indietro della politica di occupazione delle terre palestinesi – ma soprattutto il recente bombardamento di Doha, che ha preso di mira esponenti di Hamas coinvolti nei negoziati per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza, accrescono la frustrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e del suo staff sulla realizzabilità di una tregua. Lo riporta Politico, citando fonti vicine al team di sicurezza nazionale della Casa Bianca. Doha è il principale mediatore nei colloqui tra Israele e Hamas e alla Casa Bianca temono che l’azione militare israeliana possa avere l’effetto di sabotare le trattative. “Ogni volta che si fanno progressi, sembra che (Netanyahu, ndr) bombardi qualcuno”, ha dichiarato una fonte a Politico. Non è chiaro se Stati Uniti o Qatar abbiano ricevuto un preavviso adeguato del raid. Un funzionario della Difesa statunitense ha definito “del tutto insufficiente” l’avviso inviato da Israele. La telefonata successiva tra Trump e Netanyahu sarebbe stata “accesa”, secondo le fonti.

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