«La Germania è tornata a essere una potenza che dà forma all’Europa e non una che si astiene». Una «potenza» anche militare, con il potenziamento dell’esercito e della spesa per la difesa, in forza del quale «oggi possiamo parlare di una nuova Nato». Ha deciso di spingere sull’orgoglio tedesco Friedrich Merz, nel suo intervento di mercoledì 17 settembre al Bundestag.
Libertà minacciata
La seduta è dedicata alla manovra finanziaria per il 2025, ma alle misure per il rilancio e allo stato dei conti pubblici, il cancelliere e leader dei conservatori della Cdu-Csu ha anteposto la politica estera per gran parte dei 30 minuti di discorso: alto il tasso di retorica, figlio del nuovo spirito del tempo, in cui la «libertà» appare «minacciata, concretamente e non solo in astratto» e in cui è in gioco «il futuro del Paese». La guerra scatenata dalla Russia in Ucraina «influenza concretamente la nostra vita: vogliamo che finisca», ha aggiunto Merz, per poi attaccare il presidente Vladimir Putin, accusato di voler «mettere alla prova i confini», con le incursioni di droni su Polonia e Romania, e di «sabotare e destabilizzare le nostre società libere. Non lo permetteremo».
Di fronte alle contestazioni della leader di Alternative für Deutschland, Alice Weidel, che ha accusato il Governo di essere guerrafondaio per le posizioni su Mosca, è stata durissima la replica del capogruppo della Cdu-Csu, Jens Spahn: Afd, ha detto tra le altre cose Spahn, «è asservita a Putin e questo non ha nulla a che fare con il patriottismo, ma è un tradimento della patria e della nostra libertà».
Nel suo intervento, Merz non ha tralasciato le sfide rappresentate dal crescente protezionismo e dalle «forze politiche in patria e all’estero» che «stanno denigrando la nostra democrazia, seminando discordia e cercando di dividere la nostra società e anche questa coalizione di Governo».
L’autunno delle riforme
A pochi mesi dall’insediamento, la maggioranza nero-rossa che il cancelliere guida con la Spd è alla vigilia di una serie di passaggi cruciali: l’«autunno delle riforme», come l’ha definito Merz, una stagione che impegnerà il Governo su temi impopolari come pensioni, sostegno al reddito, prestazioni sociali, servizio militare.







