
Ormai sembra quasi un gioco delle parti: Marina Berlusconi incalza Antonio Tajani perché dentro Forza Italia si apra «una fase nuova», Antonio Tajani risponde che «il rinnovamento è già in atto», citando l’elezione diretta della classe dirigente, a cominciare dal segretario all’annunciato congresso nazionale prima delle elezioni del 2027. Ma è chiaro che la famiglia continua a spingere per altro: dalla lunghissima intervista al Foglio di un anno fa a oggi, ogni uscita pubblica di Marina (e Pier Silvio) – sapientemente studiata – ha non solo tratteggiato gli assi di un «manifesto liberale» 5.0, ma anche aggiunto una tessera al mosaico di pungoli all’attuale leader azzurro.
Il monito
L’ultimo, contenuto nel colloquio con il Corriere della Sera di martedì, si è prestato a molteplici interpretazioni nei conciliaboli dei parlamentari di Fi. Vale la pena riportarlo per intero. «Penso che a Tajani – ha affermato Berlusconi – noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui». Un congedo o un incoraggiamento?
Tajani il “traghettatore”
Gli osservatori più attenti considerano il messaggio della figlia del Cavaliere come il segnale che la leadership di Tajani abbia fatto il suo tempo. Come se il vicepremier e ministro degli Esteri fosse ritenuto un traghettatore molto abile in vista di una stagione nuova, guidata da un profilo più accattivante.
Il ruolo di Occhiuto
Roberto Occhiuto è stato, non a caso, il primo del partito a commentare le «lucide riflessioni» di Marina Berlusconi, rilanciando la necessità di una scossa «liberale e riformista» che attinga dal patrimonio del liberalismo europeo e funga da risposta alle «derive che accendono populismi». L’autocandidatura del governatore della Calabria è chiara: «Continuerò a lavorare per questo, dentro il partito e dentro la coalizione». Si è levata anche la voce dell’altra dirigente molto stimata dalla figlia di Berlusconi, Deborah Bergamini: i temi sollevati – ha sottolineato la vicesegretaria nazionale – sono cruciali «anche per definire l’orientamento e la postura di Forza Italia, che è chiamata a rinnovare la sua proposta di fronte al mondo e alla società che cambiano». Proprio il nome di Bergamini era circolato insistentemente nei mesi scorsi come potenziale sostituta di Paolo Barelli a capogruppo a Montecitorio, anche per accogliere le richieste di chi ritiene il gruppo dirigente troppo “romano” e “romanocentrico”. Ma per ora Barelli, che di Tajani è consuocero, resiste. Come Maurizio Gasparri al Senato.
La volontà di evitare strappi
Marina non è ancora pronta a “incoronare” ufficialmente Occhiuto, anche se sembra aver benedetto la sua iniziativa sin da quando è stata lanciata. «Penso che Forza Italia abbia da guadagnare dalla circolazione delle idee. Di Occhiuto e anche di altri, non politici», dice. Ma al tempo stesso avverte che «l’unità è fondamentale, non solo per Forza Italia, ma per tutto il centrodestra». Come a dire: se una successione ci sarà, dovrà essere graduale. Senza strappi. Un’intenzione avvalorata dagli incontri con Tajani (l’ultimo il 26 gennaio per una colazione, a Milano in corso Venezia) per fare il punto sui diversi dossier e sullo stato di salute del partito.







