BRUXELLES – È stata una settimana densa di avvenimenti questa appena conclusa, segnata tra le altre cose dall’atteso discorso sullo Stato dell’Unione dalla presidente della Commissione europea. Criticata da più parti, Ursula von der Leyen ne ha approfittato per raddoppiare la posta, promettendo nuove iniziative nella difesa e nell’economia. Abbiamo chiesto una interpretazione del momento europeo ad Enrico Letta, 59 anni, ex presidente del Consiglio (2013-2014), oggi preside della IE School of Politics, Economics & Global Affairs a Madrid e autore nel 2024 di un noto rapporto sul completamento del mercato unico.
Il discorso della signora von der Leyen ha provocato reazioni contrastate. È piaciuto a molti governi nazionali e in genere al blocco centrista al Parlamento europeo. Assai meno ai commentatori che lo hanno trovato opportunista e velleitario. Lei cosa ne ha pensato?
C’è in effetti un interessante disallineamento. Lo spiegherei in questo modo. Oggi prevale la politica. Venti anni fa prevaleva l’economia. Anche nel discorso di Ursula von der Leyen c’era da parte di chi ascoltava una richiesta forte di politica. Purtroppo, l’Europa per come è organizzata è in grado di offrire più economia che politica. I passaggi economici importanti contenuti nel discorso sono stati sovrastati dalla dimensione politica che è nei fatti ancora oggi in mano agli Stati membri più che al vertice delle istituzioni comunitarie. Queste hanno più poteri in campo economico che in campo politico, e non hanno gli strumenti per rispondere alle enormi aspettative che sono per lo più politiche.
La scena mondiale in mano a predatori, come li ha definiti Giuliano da Empoli (L’ora dei predatori, Einaudi, 2025), non aiuta.
Assolutamente. Lo stesso Donald Trump ha un messaggio tutto politico, tutto identitario, mentre la costruzione europea con i suoi successi – il mercato unico e l’euro – è una costruzione molto basata sull’economia. Sul fronte della politica estera e della politica di potenza, l’Europa è in evidente difficoltà. Mi sembra sia questa la chiave per rispondere alla sua domanda sul modo contrastante in cui è stato accolto il discorso della presidente della Commissione.







