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Home » Le imprese del turismo organizzato chiedono «stesso mercato, stesse regole»
Finanza

Le imprese del turismo organizzato chiedono «stesso mercato, stesse regole»

Sala NotizieBy Sala Notizie16 Settembre 20253 Mins Read
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Le sette associazioni che rappresentano le aziende del turismo organizzato esprimono le loro preoccupazioni dopo la votazione del Parlamento Europeo sulla revisione della «Direttiva pacchetti turistici». I legislatori di Bruxelles sottostimano le conseguenze reali delle nuove regole in via di approvazione finale. Imponendo paletti ed oneri insostenibili alle imprese del turismo organizzato si spinge il consumatore a rivolgersi a canali dove le tutele sono minori, se non inesistenti. Invece di perseguire il principio economico basilare “stesso mercato, stesse regole”, si ampliano le asimmetrie tra operatori della filiera turistica. Non è costruendo un castello di tutele virtuali ed illudendo il consumatore che può dirsi raggiunto l’obiettivo di dare regole funzionali ed effettive ad un mercato importante come quello dei pacchetti turistici. Una situazione che preoccupa Aiav Cna, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi, Fiavet e Fto Confcommercio e Maavi Conflavoro Pmi, associazioni che, su richiesta del ministero del Turismo, hanno fornito analisi, proposte e correttivi. Ora chiedono al Ministro e al Governo – che ha posto il turismo al centro della propria agenda politica – di raccogliere questo ennesimo appello e le istanze di migliaia di imprenditori e di fermare questa ingiustizia, facendo sentire ancora la propria voce nel corso dei triloghi tra rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione Europea sul testo definitivo. «Dall’Europa un provvedimento ingiusto. Governo e ministro del Turismo intervengano subito per difendere imprese e rendere effettive ed eque le tutele dei consumatori – si legge nella nota delle sette organizzazioni -. Difendere il turismo organizzato significa difendere il lavoro, la qualità, la sicurezza dei viaggiatori e la credibilità del Paese».

È indispensabile un ulteriore sforzo del Governo e del ministro del Turismo – chiedono le associazioni – per fermare una miopia europea che da un lato proclama di voler difendere le microimprese e, dall’altro, approva provvedimenti che finiranno per favorire abusivi e piattaforme online extraeuropee, creando squilibri insostenibili nel mercato, ad esempio attraverso il meccanismo contorto ed opaco dei cosiddetti pacchetti “click through” o con l’applicazione di sanzioni abnormi al comparto. A detta dei rappresentati del turismo organizzato le contraddizioni non mancano. Perché, per esempio – si chiedono le associazioni – i vettori aerei non hanno un fondo di garanzia per l’insolvenza, nonostante centinaia di fallimenti degli ultimi anni? Perché tale garanzia per le sole imprese del turismo organizzato deve avere costi a dir poco intollerabili? Perché solo tour operator e agenzie di viaggio devono farsi carico di circostanze eccezionali come guerre, pandemie o catastrofi naturali, rischi che, per la loro natura, non possono essere ribaltati esclusivamente sulle imprese e che, nella attuale declinazione del nuovo testo della direttiva, possono riguardare non solo la destinazione del viaggio e le sue immediate vicinanze, ma perfino il luogo di partenza del viaggiatore?

Il settore denuncia inoltre il proliferare di truffe digitali. Ogni giorno, ribadiscono le associazioni, gli imprenditori del comparto devono competere con soggetti che si spacciano per influencer o travel designer, che vendono pacchetti di viaggio senza alcuna tutela per il consumatore e senza rispettare obblighi fiscali e assicurativi. Una concorrenza sleale che colpisce duramente chi opera nella legalità. L’Europa avrebbe dovuto mettere questi temi al centro della iniziativa di revisione, invece di penalizzare le imprese per gli effetti della pandemia Covid o del fallimento Thomas Cook di cui queste sono state vittime incolpevoli come i consumatori.

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