
Quanto alle esportazioni dei prodotti realizzati nell’Ue, la maggior parte delle candele è destinata al Regno Unito con un valore di 127 milioni di euro e una percentuale del 28%. A seguire ci sono la Svizzera con 81 milioni di euro e percentuale del 18% e gli Stati Uniti con 68 milioni di euro e una percentuale del 15%.
Il quadro in Italia
In questo scenario rientra anche l’Italia dove c’è una tradizione radicata, seppur fatta di piccole e medie imprese, nella produzione di candele. Una stima sulla produzione non è però semplice perché, come sottolinea Mario Graziani, manager dell’omonima azienda «giunta alla sesta generazione», non vengono tracciate le spedizioni nei Paesi dell’Ue. «Le candele sono un prodotto antichissimo che, nel corso degli anni, hanno subito parecchi cambiamenti – sottolinea il manager dell’azienda che ha 50 dipendenti e un fatturato di 30 milioni di euro l’anno – oggi il grande mercato è rappresentato da quelle profumate». A registrare una contrazione, come sottolinea Graziani, sono soprattutto quelle da cimitero, mentre le altre «sono comunque in crescita». Quanto ai mercati, oltre a quelli del nord Europa, ci sono «Giappone, Corea e Usa». «Tracciare i prodotti destinati all’interno dell’Ue non è più possibile – dice – mentre il dato certo l’abbiamo solamente per quelli extra Ue. In ogni caso, il mercato regge, anche se c’è da dire che funziona di più la visibilità piuttosto che la vendibilità perché le candele sono inserite in buona parte delle rappresentazioni che vengono fatte: dalle vetrine dei negozi al resto».
Dall’Italia all’Usa
Oltre alla grande distribuzione che, comunque, veicola molti prodotti sia realizzati in Italia, sia importati, ci sono poi quelli di nicchia che passano per i piccoli negozi o rivendite specializzate. Lo chiarisce anche Anna Raddavero titolare della storica “Fabbrica delle candele” di Siena. «Al di là dell’aspetto industriale c’è quello artigianale che rappresenta proprio una fetta ristretta e di nicchia – dice -. Noi realizziamo tutto a mano e le nostre produzioni, oltre che a rimanere in Italia vanno negli Usa e in Giappone, e anche in nord Europa». Quanto alla concorrenza con i Paesi stranieri, non sembra spaventare o impensierire.«I prodotti che realizziamo in Italia – aggiunge -, nella maggior parte dei casi sono caratterizzati da una ricerca sia nei materiali sia nel design e nella realizzazione. Diciamo che il carattere che contraddistingue il Made in Italy è quello della ricerca e della qualità, ed è questa anche la nostra forza che ci permette di andare ad affrontare i mercati stranieri».
*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse” ed è stato realizzato con il contributo di Petr Jedlička (Denik Referendum, Repubblica Ceca)
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