Tassi fermi. Il Federal Open Market Committee (Fomc), l’organismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria degli Stati Uniti, ha deciso di tenere i tassi d’interesse al 3,50%-3,75%, come previsto dagli analisti. In questa occasione si è registrato un solo voto contrario (erano due il 28 gennaio): quello di Stephen J. Miran che avrebbe preferito un taglio di un quarto di punto. Christoph J. Walter, che nella precedente riunione aveva votato a favore di una riduzione del costo ufficiale del credito a brevissimo termine, ha fatto convergere il suo voto con quello della maggioranza.
Poco variata la diagnosi dell’economia, nel comunicato ufficiale. Il Fomc ha semplicemente notato che l’inflazione è poco variata, mentre a gennaio aveva preferito sottolineare che aveva mostrato segni di stabilizzazione. Inevitabile il riferimento alla guerra: «Le implicazioni degli sviluppi in Medio Oriente per l’economia degli Stati Uniti sono incerte».




