
Il nuovo contratto con la Germania
Nel frattempo, gli affari di Israele si espandono anche nel settore degli armamenti. Mercoledì, infatti, il comitato per il bilancio tedesco ha approvato un pacchetto di finanziamenti da 50 miliardi per la difesa, che include anche più di 3 miliardi di dollari per l’acquisto del sistema antimissile Arrow 3, di produzione israeliana. Si tratta di un ampliamento del primo contratto siglato nel 2023, che prevedeva una spesa di 3,5 miliardi.
In totale dunque, a Tel Aviv andranno circa 6,7 miliardi di dollari, cifra che segna un nuovo primato. Il ministero della Difesa, infatti, in una nota celebra questo risultato come «il più grande accordo di esportazione di difesa israeliano di sempre».
Gli scontri a Gerusalemme
Intanto, sul fronte interno il governo di Netanyahu rimane sotto pressione. Giovedì 18 dicembre a Gerusalemme, tredici agenti di polizia sono rimasti lievemente feriti in uno scontro con centinaia di ebrei ultraortodossi. Secondo le ricostruzioni, tutto sarebbe nato da una multa per divieto di sosta, che avrebbe innescato una reazione violenta poi degenerata nel lancio di pietre verso le forze dell’ordine e nel ribaltamento di un’automobile.
Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha definito l’episodio un «inconcepibile fallimento del governo», contestando il mancato arresto degli ultraortodossi identificati come renitenti alla leva militare.
A suscitare nuove contestazioni è stata anche la decisione di Netanyahu di presiedere la squadra ministeriale incaricata di decidere sulla commissione governativa d’inchiesta sulle responsabilità per il massacro del 7 ottobre. Secondo i critici, in questo modo il premier influenzerà le indagini, che per l’opinione pubblica dovrebbero essere affidate a un comitato indipendente.






