Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Larijani, ha annunciato che “per dimostrare che l’Iran non è alla ricerca di armi nucleari, consentiremo all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di ispezionare i nostri siti nucleari, anche quelli situati nel sottosuolo e sulle montagne”. Lo ha dichiarato “Le ispezioni possono essere condotte mensilmente o addirittura quotidianamente, in modo che gli ispettori possano identificare qualsiasi attività sospetta”, ha aggiunto.
Altro discorso Larijani fa per i missili, in una intervista ad al-Jazeera: «La questione missilistica riguarda la sicurezza nazionale dell’Iran e non negozieremo su questo». «I negoziati devono essere equi, significativi e privi di tattiche dilatorie», ha aggiunto mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi è arrivato a Ginevra, dove domani si terranno colloqui con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. Aggiunge il capo della diplomazia iraniana: «La sottomissione alle minacce non è sul tavolo dei negoziati», oggi a Ginevra «insieme agli esperti nucleari, incontrerò Rafael Mariano Grossi», il direttore generale dell’Aiea. Sarà «una discussione tecnica approfondita», ha sottolineato Araghchi.
Conferma il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) Rafael Grossi che ha dichiarato oggi di aver tenuto un incontro con il ministro Araghchi per coordinare le questioni tecniche in vista degli importanti colloqui di Ginevra del 17 febbraio. «Ho appena concluso approfonditi colloqui tecnici con il ministro degli Esteri iraniano in preparazione degli importanti negoziati previsti per domani a Ginevra», ha dichiarato Grossi su X.
Il ministro degli Esteri iraniano ha poi annunciato un incontro con il capo della diplomazia dell’Oman, Badr Albusaidi, «in vista dell’incontro diplomatico con gli Stati Uniti di martedì», domani, nei quali Muscat sta svolgendo un ruolo di mediazione. «Sono a Ginevra con idee concrete per raggiungere un accordo giusto ed equo».
Intanto, secondo due fonti vicine alla vicenda che hanno parlato con l’emittente Cbs News in condizione di anonimato, durante un incontro a Mar-a-Lago a dicembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump disse al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che avrebbe sostenuto gli attacchi israeliani al programma missilistico balistico iraniano se non si fosse raggiunto un accordo tra Washington e Teheran. Due mesi dopo, Cbs News ha appreso che le discussioni interne tra alti funzionari dell’esercito e dell’intelligence statunitense hanno iniziato a contemplare la possibilità di sostenere una nuova serie di attacchi israeliani contro l’Iran.






