Che cosa sta succedendo a Teheran
Wsj, Riad teme petrolio a 180 dollari al barile se guerra prosegue
L’Arabia Saudita prevede un’impennata del prezzo del petrolio fino a 180 dollari se lo shock energetico dovuto alla guerra in Iran dovesse persistere oltre aprile. Lo scrive il Wall Street Journal. Prezzi così elevati – viene spiegato – potrebbero spingere i consumatori ad adottare abitudini che riducano drasticamente il consumo di petrolio, potenzialmente a lungo termine, o innescare una recessione che danneggerebbe ulteriormente la domanda. Inoltre, rischierebbero di far apparire l’Arabia Saudita come «beneficiaria» di una guerra che non ha iniziato.
Raid Israele su obiettivi militari siriani dopo attacco su drusi
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito obiettivi in Siria in risposta agli attacchi contro i drusi. L’esercito ha affermato di aver colpito infrastrutture appartenenti alla Siria in risposta agli attacchi contro la popolazione drusa a Sweida, nel sud della Siria. L’agenzia di stampa statale siriana Sana non ha immediatamente confermato l’attacco, che rappresenta il primo raid israeliano contro la Siria nel contesto della guerra con gli Stati Uniti contro l’Iran. Israele ha una significativa popolazione drusa. In passato, Israele è intervenuto in difesa dei drusi in Siria, lanciando decine di raid aerei contro convogli di combattenti governativi e persino colpendo il quartier generale del ministero della Difesa siriano nel centro di Damasco.
Usa, la guerra in Iran è costata finora 25 miliardi
La guerra contro l’Iran è costata finora oltre 25,3 miliardi di dollari ai contribuenti statunitensi, secondo il sito Iran War Cost Tracker che monitora in tempo reale le spese del conflitto.
«Il calcolo si basa sulle informazioni che il Pentagono ha presentato al Congresso: 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni, più 1 miliardo al giorno in modo continuativo», spiegano i promotori del progetto.
Secondo le stesse fonti, analisi indipendenti suggeriscono che il costo reale potrebbe essere significativamente più elevato.
Dal 28 febbraio, Stati uniti e Israele conducono attacchi contro l’Iran con l’obiettivo dichiarato di ridurne le capacità militari e colpire la struttura di potere del Paese.






