«Nessuno stato palestinese finchè ci sarò io», insiste Netanyahu. Ma secondo il Jerusalem Post l’Idf ha cominciato la ritirata verso la linea gialla
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Guerra in Medio Oriente – 10 agosto 2026
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La guerra in Medio Oriente – 10 agosto 2026
Wsj: a Trump basterebbe riapertura Hormuz, rinuncerebbe ad accordo su nucleare
Il presidente americano Donald Trump sarebbe pronto a proclamare vittoria nella guerra contro l’Iran qualora lo Stretto di Hormuz venisse riaperto. Lo scrive Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, secondo cui Trump avrebbe affermato in privato che avrebbe rinunciato a firmare un accordo sul nucleare con Teheran.
Secondo quanto riportato, Trump è disposto a mostrare pazienza nei negoziati, soprattutto se il prezzo della benzina alle pompe negli Stati Uniti rimarrà stabile. Parlando con il Wall Street Journal, un funzionario della Casa Bianca ha affermato che gli Stati Uniti hanno raggiunto tutti i loro obiettivi militari in Iran e che ora il presidente si sta concentrando sulla sicurezza del transito del petrolio attraverso lo stretto.
Trump manterrà la prontezza militare per rispondere qualora l’Iran dovesse colpire navi nello Stretto. Secondo il giornale, Trump avrebbe affermato in privato che l’Iran non sarebbe in grado di ricostruire i suoi siti nucleari durante la sua presidenza, tre dei quali sono stati distrutti dagli Stati Uniti negli attacchi del giugno 2025. Trump avrebbe aggiunto che l’intelligence statunitense probabilmente intercetterebbe i tentativi di ricostruzione iraniani, e che il presidente è fiducioso che la minaccia di ulteriori attacchi possa fungere da deterrente.
Secondo quanto riferito da funzionari al giornale, è probabile che Trump estenda il cessate il fuoco a tempo indeterminato e revochi il blocco navale contro l’Iran qualora il traffico nello stretto riprenda e gli Stati Uniti mantengano la capacità di tenere bloccato il programma nucleare iraniano.
Negoziati col Libano, Israele ha chiesto di trasferire le tombe ebraiche
Il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, riporta che, nell’ambito dei negoziati tra Israele e Libano per un accordo permanente, Israele ha richiesto il trasferimento in Israele delle salme di ebrei sepolti nei cimiteri libanesi. La notizia è riportata dal Times of Israel.
Secondo il giornale, la parte israeliana ha indicato un gran numero di tombe ebraiche a Beirut e Sidone appartenenti a persone che hanno parenti attualmente residenti in Israele.
La questione sarebbe stata sollevata nel contesto dei colloqui sui prigionieri libanesi detenuti durante la guerra in Libano e attualmente reclusi in Israele, la cui liberazione è richiesta dal Libano.
Secondo il giornale, Israele ha proposto il trasferimento delle salme dal Libano nell’ambito di quello che ha definito un «accordo di scambio di prigionieri civili», che includerebbe il trasferimento delle salme e il rilascio di solo alcuni dei libanesi detenuti, escludendo gli affiliati di Hezbollah. La scorsa settimana, l’emittente televisiva saudita Asharq News ha riferito che i colloqui di Roma includevano un iter «legale» riguardante i prigionieri libanesi detenuti da Israele, distinto da quello dei militanti di Hezbollah arrestati.





