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Home » Grendi investe 33,5 milioni su terminal e logistica
Finanza

Grendi investe 33,5 milioni su terminal e logistica

Sala NotizieBy Sala Notizie12 Febbraio 20263 Mins Read
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Grendi investe 33,5 milioni su terminal e logistica
Grendi investe 33,5 milioni su terminal e logistica

Il gruppo Grendi, operatore nei trasporti marittimi e logistica, ha varato un piano di investimenti da 33,5 milioni per il triennio 2026-2028. Intanto, il fatturato sale: la previsione per il consolidato del 2025 tocca i 158 milioni (+33% sul 2024), che includono i dati della Dario Perioli, impresa di cui l’azienda genovese, guidata dai fratelli Costanza e Antonio Musso, ha acquisito il 70% del capitale, nell’agosto dell’anno scorso. E si prospettano nuove acquisizioni nel settore trasporti e logistica.

Il gruppo, pur mantenendo il quartier generale nel capoluogo ligure, oggi opera sulle banchine portuali di Marina di Carrara (dove conduce i terminal Grendi e Mdc Perioli), di Olbia e infine di Cagliari (sui terminal Ro-ro e Mito). Inoltre, gestisce linee marittime – con una flotta di quattro navi – nazionali e internazionali (in particolare da e per il Nord Africa), nonché trasporti nazionali di merci varie, magazzini e servizi di distribuzione. Le attività sono divise su due aree di sviluppo business: Gtm (Grendi trasporti marittimi), che managrialmente fa capo ad Antonio, ed Ma (che si occupa della logistica via terra), guidata da Costanza. Dei 158 milioni di fatturato raggiunti, 130 sono riferibili al gruppo guidato dalla famiglia (+10% sui 118 milioni del 2024) mentre i restanti 28 milioni vanno ascritti all’apporto di Perioli.

«Negli ultimi cinque anni – afferma Antonio – il nostro fatturato è cresciuto del 175%, un salto dimensionale che ci ha spinto ad accelerare il percorso strategico del gruppo. Abbiamo investito in concessioni terminalistiche, magazzini, flotta e tecnologie con un ulteriore piano di 33,5 milioni d’investimenti per il triennio 2026-28. L’obiettivo è rendere le operazioni che svolgiamo sempre più efficienti e integrate. Vanno in questa direzione la crescente intermodalità ferroviaria e il rafforzamento dei traffici marittimi verso il Nord Africa, consolidati anche con l’acquisizione del controllo di Perioli, attivo nei collegamenti con quest’area strategica». Dal 2021, poi, ricorda Costanza, «siamo società benefit e oggi anche certificata B corp, l’unica al mondo nel trasporto marittimo: un impegno che orienta, ogni nostra scelta, verso una crescita sostenibile e di lungo periodo».

Gtm nel 2025 ha incrementato il fatturato, arrivato a 90 milioni circa, del 10% sull’anno precedente. A Cagliari l’azienda ha chiesto un ampliamento delle aree del terminal Ro-ro, che porterà a 144mila metri quadrati lo spazio in concessione. Sempre in quel porto, spiega Antonio, «l’anno scorso abbiamo ottenuto un primo passaggio, non ancora definitivo, ma dovrebbe diventarlo presto, per una concessione ventennale del terminal contenitori Mito-Sardinia, per 750 metri di banchina 167mila metri quadrati di piazzale. Nel 2024 lì sono stati movimentati 187mila teu (container da 20 piedi, pari a +25% sul 2024) e l’obiettivo è di arrivare a 350mila teu nel 2030, anno entro cui, su quella banchina avremo investito 34 milioni».

Dei 33,5 milioni compresi piano 2026-2028, invece, sottolinea Antonio, «su Mito andranno oltre 12 milioni (quota parte dei 34); su Gtm saranno impegnati circa 15 milioni, fra investimenti legati ai container e all’equipment. Complessivamente, insomma, sui terminal di Cagliari, Olbia e Marina di Carrara saranno indirizzati circa 15 milioni in tutto. Poi ci sono 2 milioni che ipotizziamo da parte del gruppo Perioli, per la parte che consolidiamo». A queste somma, chiosa Costanza, «si aggiungono circa 5 milioni di euro su Ma: il concetto, nel settore terrestre, è fare qualche acquisizione di piccole imprese con cui già lavoriamo, per solidificare un po’ questa realtà che è sicuramente quella un po’ più complicata, perché è il core business storico ma è faticoso: i trasporti oggi sono vissuti dalle aziende come un costo, mentre dovrebbero essere recepiti come leva strategica».

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