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Home » Ft: Pentagono rallenta spedizioni, a rischio difesa aerea di Kiev. Almeno 20 morti in raid russo nel Donetsk
Mondo

Ft: Pentagono rallenta spedizioni, a rischio difesa aerea di Kiev. Almeno 20 morti in raid russo nel Donetsk

Sala NotizieBy Sala Notizie9 Settembre 20254 Mins Read
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L’Ucraina lotta contro il rischio di trovarsi ad affrontare una carenza di equipaggiamento per la difesa aerea dopo che il Pentagono ha rivisto il suo programma di aiuti militari, che ha portato a un rallentamento delle consegne in un momento in cui la Russia sta intensificando gli attacchi aerei. Lo scrive il Financial Times. Dopo diversi mesi di consegne Usa irregolari , funzionari e analisti avvertono che se Mosca intensificherà o semplicemente manterrà un ritmo più elevato negli attacchi, le unità di difesa aerea ucraine si troveranno ad affrontare carenze. “È solo questione di tempo prima che le munizioni finiscano”, affermano.

Un attacco russo contro una città nella regione orientale di Donetsk, in Ucraina, ha causato la morte di almeno 20 persone: lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui social. “Un attacco aereo russo brutale con una bomba aerea sul villaggio rurale di Yarova nella regione di Donetsk. Direttamente sulla popolazione. Civili innocenti. Proprio nel momento in cui venivano erogate le pensioni. Secondo le informazioni preliminari, sono state uccise più di 20 persone”, ha scritto Zelensky.

Kallas: più pressione sulla Russia, coordinarsi su sanzioni

“L’unica opzione che abbiamo è esercitare maggiore pressione sulla Russia, fornire maggiore supporto all’Ucraina e prepararci per il giorno dopo. Maggiore pressione sulla Russia significa più sanzioni e un lavoro continuo per affrontare l’elusione, incluso lo smantellamento della flotta ombra e delle sanzioni”, per quanto riguarda le sanzioni “ci stiamo anche coordinando con i nostri partner, perché l’impatto delle sanzioni coordinate a livello internazionale è molto più forte di quando l’Ue agisce da sola. Il nostro messaggio alla Russia è semplice: la guerra non si può vincere. Abbandonate il campo di battaglia e sedetevi al tavolo con l’Ucraina. Quando ciò accadrà, non si dovrà permettere alla Russia di riattaccare”. Lo dice l’Alta rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas nel corso del dibattito sull’azione dell’Ue per garantire sicurezza e una pace giusta in Ucraina, alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

Ue: “Kiev pronta, i Ventisette aprano i negoziati di adesione”

Intanto, nonostante la guerra in corso, procede il processo di adesione dell’Ucraina all’Europa. “L’Ucraina ha soddisfatto le condizioni per aprire il primo cluster” dei negoziati di adesione all’Ue, “mentre la incoraggiamo a continuare a lavorare sull’attuazione delle roadmap e in particolare sul piano d’azione per le minoranze” questione su cui pesa il veto dell’Ungheria. “In questo momento cruciale, un forte segnale di sostegno è più che simbolico. È strategico e meritato”. Lo stato dell’arte del processo di adesione arriva dalla commissaria europea all’Allargamento Marta Kos, intervenendo in plenaria a Strasburgo in un dibattito sull’Ucraina. La slovena ha respinto le accuse secondo cui l’Ue è bloccata nel processo di adesione. “Dal punto di vista tecnico stiamo lavorando davvero molto e tra poche settimane saremo in grado di aprire tutti i cluster, ma la decisione deve essere presa in Consiglio” ha spiegato, invitando quest’ultimo “a decidere sull’apertura del cluster, senza ulteriori ritardi, sulla base dell’unica motivazione legittima, che questo è il merito dell’Ucraina”. “L’adesione dell’Ucraina all’Ue – ha concluso – è la garanzia più potente della sua sicurezza. Ogni riforma consolidata, ogni cluster aperto, ogni passo avanti è un passo che vincola più saldamente l’Ucraina alla nostra casa comune europea ed è anche un segnale per Mosca. Il destino europeo dell’Ucraina è irreversibile”.

Presidente Duma attacca Macron: “Otto anni di vergogna”

Viaceslav Volodyn, presidente della Duma e fedelissimo di Vladimir Putin, ha duramente criticato il presidente francese Emmanuel Macron: “La Francia è stanca degli otto anni di vergogna del suo presidente Macron. Il problema è lui stesso”, ha dichiarato il presidente del ramo basso del Parlamento russo stando a quanto riferisce la Tass. Volodyn ha poi affermato che “Macron sta punendo i politici più popolari privandoli del loro diritto di voto, ma questo non lo ha salvato”.

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