
L’aria di promozione soffiava da settimane, alimentando un’attesa che l’aggiornamento del rating italiano diffuso da Fitch in tarda serata non ha deluso. I BTp aggiungono oggi un “+” alla loro tripla B, con outlook stabile, esattamente come avevano fatto l’11 aprile scorso nella scala di S&P Global Ratings. «Tanto studio, tanto lavoro. Serio e riservato. Abbiamo riportato l’Italia sulla giusta strada», ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
La risalita dei titoli italiani arriva a sette giorni esatti dal downgrade della Francia (da AA- ad A+, outlook stabile), replicato da Dbrs (da AA(high) ad AA). Ed evidenzia anche nel calendario la navigazione controcorrente dei BTp rispetto alle principali dinamiche continentali e accorciando almeno in parte una distanza da Parigi che nei giudizi delle agenzie resta più alta di quella suggerita dai numeri chiave della finanza pubblica, e soprattutto dalla loro evoluzione.
I conti pubblici
Perché l’aumento del rapporto fra debito e Pil in Italia è oggi essenzialmente figlio del passato recente dominato dal Superbonus, ma il deficit è in riduzione e punta dritto verso quella quota 3% sul Pil che apre la via d’uscita dalla procedura europea per disavanzi eccessivi (il 1° ottobre con il nuovo programma di finanza pubblica si saprà se l’obiettivo sarà centrato già quest’anno).
I numeri della crescita rimangono lontani dal suscitare entusiasmo, ma nonostante il rallentamento di primavera il Governo punta a confermare il +0,6% previsto per quest’anno, e non è escluso che nel piano dei conti di inizio ottobre possa ritoccare al rialzo il +0,8% messo in calendario per il 2026. Gli occhi degli osservatori, soprattutto internazionali, guardano in particolare all’anno finale del Pnrr, che nonostante la rimodulazione attesa nelle prossime settimane ha accelerato da qualche mese i livelli di spesa effettiva, ora sopra i 3 miliardi al mese, e dovrebbe aumentare ulteriormente la spinta nel rush finale dell’anno prossimo.
I «miglioramenti strutturali»
Di tutto questo tiene conto Fitch nel suo report di venerdì sera, che basa il cambio di giudizio su una discesa del deficit al 3,1% del Pil quest’anno, in una dinamica «supportata dai miglioramenti strutturali sul lato delle entrate e da un rigoroso controllo della spesa». Nell’ottica espressa dagli analisti dell’agenzia, questa evoluzione è figlia anche di «un contesto politico stabile» e del «continuo slancio riformatore», che insieme alla «riduzione degli squilibri esterni migliorano ulteriormente gli indicatori di credito dell’Italia». L’insieme di questi fattori «mitiga i rischi derivanti dal debito pubblico ancora elevato e dalle crescenti sfide esterne», e permette ai BTp di risalire nella scala della tripla B nonostante il fatto che gli altri Paesi nella stessa area della graduatoria mostrino in media un rapporto fra debito e Pil al 57,3%, cioè molto sotto alla metà dei livelli italiani.







