
Electrolux ha annunciato ai sindacati 1.700 esuberi, quasi la metà del totale di 4mila addetti in Italia.
Le sedi che saranno interessate dalla riduzione di organico sono quelle di Porcia (Pordenone), di Susegana (Treviso), Forlì e Solaro (Milano), mentre quella di Cerreto D’Esi, dove lavorano 170 persone, verrà chiusa. Tra gli esuberi ci sono anche 200 addetti con contratto a termine, mentre dovrebbe essere interrotta del tutto la produzione di lavasciuga a Porcia, e di piani cottura a Forlì, cioè un segmento che rappresenta, per la sede romagnola, un terzo circa del business. A Susegana una terza linea della serie “Genesi”, che avrebbe dovuto dedicarsi a frigoriferi di livello medio-alto, non è stata attivata anche se è stata attivata, e si presume che altri 150 addetti ad essa dedicati potrebbero essere tra quelli che rientrano nel taglio. Una perdita sostanziale di competitività sarebbe stata rilevata, infine, anche per le lavastoviglie realizzate a Solaro.
Alla base dell’operazione che Electrolux ha spiegato di voler chiudere entro l’anno, ci sarebbe la volontà di trasferire a terzi la fabbricazione di prodotti non ad alto valore aggiunto, per arrivare ad una configurazione dell’azienda più snella e focalizzata sulla gestione del marchio più che sulla realizzazione diretta degli elettrodomestici.






