
Il mancato accordo sulla nomina del sottosegretario leghista Federico Freni alla presidenza della Consob lascia strascichi nella maggioranza. «C’era un accordo di massima che Forza Italia ha messo in discussione, noi continueremo a portare avanti quel nome», è l’avvertimento del capogruppo della Lega alla Camera Ricardo Molinari. Dura la replica del portavoce azzurro Raffaele Nevi, che invita a «non dire bugie». «Non c’era alcun accordo – nemmeno di massima – recuperiamo uno spirito di leale collaborazione altrimenti le cose non funzionano», è la controffensiva di Forza Italia.
Il decreto Ucraina
Ma le tensioni in maggioranza coinvolgono più fronti. Nella riunione congiunta delle Commissioni Esteri e Difesa, il centrodestra si compatta sul voto favorevole all’emendamento che espunge la parola “militari” dal titolo e dalla rubrica (non dal testo) dell’articolo del decreto sugli aiuti all’Ucraina. Ma diversi deputati di FdI e FI non nascondono – a taccuino chiuso – la loro contrarietà sulla proposta di modifica. «È una concessione alla Lega per neutralizzare Vannacci», è la sintesi che giunge da più di qualcuno.
Il pacchetto sicurezza
E qualche tensione si registra anche sul tema sicurezza. Su più di qualche punto del pacchetto in via di messa a punto restano i dubbi di Fi, come sulla richiesta della Lega di rimpatriare i minori stranieri non accompagnati che commettono reati. Non solo. Il Carroccio insiste sul potenziamento dell’Operazione “Strade sicure”, aumentando dagli attuali 6.800 a 10mila i militari dell’esercito coinvolti. Una posizione non condivisa dal resto della maggioranza.
La spaccatura sul Mercosur
Da segnalare infine che il rinvio alla Corte di giustizia europea dell’accordo commerciale Ue-Mercosur, da parte del Parlamento di Strasburgo, ha spaccato il centrodestra (oltre che il centrosinistra) con una riedizione dell’asse giallo-verde. Decisivi i sì al rinvio degli 8 eurodeputati Lega (schierata a spada al fianco delle migliaia di agricoltori che si sono dati appuntamento oggi in piazza a Strasburgo) anche se l’accordo commerciale è stato approvato a livello europeo con il voto decisivo del governo italiano. Contrarie invece al rinvio, passato con un margine risicatissimo di 10 voti, le delegazioni di Forza Italia e di FdI. Oltre che del Pd.








