
Tre dipendenti della catena di supermercati Pam sono stati licenziati per non aver superato il cosiddetto “test del carrello” o del “finto cliente”. I lavoratori sono stati allontanati perché non avrebbero individuato il furto di alcuni prodotti, nascosti nel carrello della spesa durante un test eseguito dagli ispettori aziendali.
Cos’è il test del carrello
Si tratta di una verifica a sorpresa in cui degli ispettori dell’azienda si fingono normali clienti. Questi finti avventori nascondono deliberatamente dei prodotti all’interno del carrello per verificare se il cassiere si accorge del tentativo di furto o dell’errore.
Se il dipendente non individua la merce nascosta, scatta la contestazione disciplinare che, in questi casi, ha portato al licenziamento per giusta causa.
Il metodo del finto cliente è un fenomeno diffuso soprattutto nel commercio e nella ristorazione. È una pratica che può essere utilizzata per migliorare la qualità del servizio, ma spesso viene usata anche per valutazioni disciplinari, fino al licenziamento, come negli ultimi casi che hanno acceso la polemica.
Il primo caso a Siena, poi altri due a Livorno
Il primo dipendente licenziato è Fabio Giomi, 62 anni, che lavorava nel punto vendita Pam del centro commerciale Porta Siena. Come riporta il quotidiano La Nazione, Giomi è stato sottoposto due volte al test del carrello, e durante la seconda verifica non sarebbe stato in grado di identificare alcuni piccoli articoli nascosti in mezzo a delle casse di birra. Dopo questo episodio è scattato il licenziamento del dipendente, che era anche un delegato sindacale.







