
I tempi sono maturi e dopo tante dichiarazioni è arrivata l’ora di dare forma all’attesa revisione dell’assetto della previdenza complementare. Non bastano le singole misure in corso di discussione nell’ambito della Manovra, serve una riforma organica più volte annunciata da diversi esponenti del Governo e su cui da tempo si lavora. I temi sul tavolo sono molteplici: dalle diverse misure volte ad offrire maggiori margini di manovra agli enti previdenziali per investire nell’economia reale, ai benefici fiscali auspicati dai fondi pensione, compreso quello di aumentare e rendere più flessibile la soglia di deducibilità dei contributi versati dagli iscritti; dall’adesione con il silenzio assenso attraverso le linee life-cycle, agli incentivi per favorire l’erogazione di rendite, senza trascurare la necessità di irrobustire la cultura previdenziale degli italiani. Solo per citare alcune tematiche. Tra queste non bisogna dimenticare, però, la necessità di istituire un “Arbitro previdenziale”.
Da anni la Covip chiede nelle dovute sedi di rafforzare la tutela del risparmio previdenziale, con l’avvio di un Organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie, come già in essere in Banca d’Italia, Consob e Ivass, dove sono rispettivamente operativi l’Abf (Arbitro Bancario e Finanziario), l’Acf (Arbitro per le Controversie Finanziarie) nonché l’Aas (Arbitro Assicurativo). Per l’Authority preposta alla vigilanza sui fondi pensione l’Arbitro consentirebbe agli iscritti, pensionati e beneficiari, di ottenere decisioni sulle controversie in tempi rapidi, senza i costi derivanti dall’assistenza legale. E ce n’è bisogno.
Una necessità evidenziata anche dal numero crescente di esposti indirizzati alla Covip da iscritti alle diverse forme previdenziali o altri soggetti, volte a richiamare l’attenzione su possibili malfunzionamenti del fondo. Segnalazioni che assumono rilievo per portare all’attenzione dell’Autorità presunte criticità, irregolarità o anomalie, dare origine a un’attività di vigilanza e verificare, sotto un profilo generale, l’effettiva sussistenza di aree di criticità rispetto alle quali attivare interventi volti alla correzione delle disfunzioni rilevate. La Covip non può risolvere nel merito le singole controversie, non ha il potere di dirimere eventuali liti tra le forme pensionistiche complementari e, tanto meno, le casse previdenziali e i singoli iscritti, pensionati e beneficiari; né tra gli iscritti e i datori di lavoro tenuti al versamento dei contributi previdenziali.
Nel 2024 sono pervenuti all’Autorità 508 esposti, circa il 10% in più rispetto all’anno precedente, di cui 36 relativi ai fondi pensione negoziali, 42 ai fondi pensione preesistenti, 131 ai fondi aperti e 299 riguardano i Piani individuali pensionistici (Pip). Mentre i reclami trasmessi direttamente ai fondi pensione e non alla Covip nel 2024 sono stati circa 3.800. L’Arbitro previdenziale – se e quando arriverà – ne avrà da lavorare.




