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Home » Arredo e design, l’Italia è leader in Europa con 26,7 miliardi
Finanza

Arredo e design, l’Italia è leader in Europa con 26,7 miliardi

Sala NotizieBy Sala Notizie13 Aprile 20264 Mins Read
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Arredo e design, l’Italia è leader in Europa con 26,7 miliardi
Arredo e design, l’Italia è leader in Europa con 26,7 miliardi

Lo scenario per il 2026 rimane incerto, con diverse possibili evoluzioni a seconda di quanto durerà la guerra in Iran e, soprattutto, la chiusura dello stretto di Hormuz, con tutte le possibili conseguenze sull’economia mondiale. Tuttavia, il settore dell’arredo e del design italiano affronta questa ennesima crisi partendo da un punto di forza competitivo: un fatturato di 26,7 miliardi di euro nel 2025 che conferma non solo la leadership europea dell’Italia in questo comparto (la Germania segue, al secondo posto, con una produzione del valore di 21,7 miliardi), ma anche la sua dinamicità dato che l’industria italiana del mobile ha chiuso l’anno con una leggera crescita (+0,5%) dopo il rallentamento seguito al bienno post-Covid, mentre i principali competitor hanno perso ulteriormente terreno, con la Germania che ha segnato -2,9%, la Polonia -0,3% e Francia -4,5%).

Il ruolo (e le incognite) dei mercati esteri

Determinante, per la crescita del 2025, è stato il contributo dei mercati esteri, accanto al solido presidio del mercato interno, confermato da una bilancia commerciale tra le più elevate della manifattura italiana, con 8,4 miliardi di euro di avanzo commerciale. I dati emergono dallo studio «Il mobile e design made in Italy: sfide e opportunità in un mercato in continua evoluzione» di Intesa Sanpaolo, realizzato da Stefania Trenti, responsabile industry & local economies, e Ilaria Sangalli, responsabile industry research del research department di Intesa, che approfondisce il posizionamento competitivo del comparto in uno scenario condizionato dalle tensioni in Medio Oriente.

Lo studio di Intesa Sanpaolo ipotizza tre diversi possibili scenari evolutivi della crisi in Medio Oriente e, assumendo una chiusura dello stretto di Hormuz fino a metà maggio, seguita da una normalizzazione dei flussi di produzione e trasporto di petrolio e gas, oltre che da un progressivo rientro dei prezzi energetici nella seconda parte dell’anno. In questo caso, per il 2026 si attende un lieve aumento del mercato interno, grazie al traino del segmento immobiliare e al buon momento del turismo, in particolare nella fascia alta, con nuove aperture e rinnovi degli interni. L’attuale contesto di incertezza globale potrebbe anzi giocare a favore dell’Italia, rafforzandone la capacità attrattiva. Sul fronte export, la previsione più probabile è quella di una sostanziale tenuta delle vendite all’estero.

Determinanti le vendite sui mercati europei, dove i produttori di mobili Made in Italy hanno registrato una crescita in Germania (+2,2%), Regno Unito (+5%) e Spagna (+1,5%), a fronte di un leggero calo in Francia (-2,4%). Tra i paesi emergenti, si segnalano la crescita dell’export negli Emirati Arabi Uniti (+2%) e un vero e proprio balzo delle vendite verso la Turchia (+43,5%). L’aumento delle vendite in Canada (+9%) – mercato che è entrato così nella Top Ten delle destinazioni dei mobili italiani – ha fatto da contraltare al calo delle esportazioni negli Stati Uniti (-8,2%) che, pur confermandosi il secondo sbocco commerciale, sono stati penalizzati dal cambio e dalle incertezze create dalla guerra commerciale dell’amministrazione Trump. La Cina, invece, al settimo posto tra le destinazioni di mobili italiani, delude con un -4,7%, frutto delle persistenti difficoltà del paese, che fatica a stimolare la domanda interna dopo lo scoppio della bolla immobiliare.

La forza dei distretti produttivi

I distretti industriali hanno fornito un contributo determinante ai risultati del settore, generando l’83% dell’avanzo commerciale 2025 (per un totale di 6,9 miliardi di euro) e registrando una migliore tenuta delle esportazioni (-0,3%, pari a 9 miliardi di euro). La buona performance del Mobile di Pordenone (+7,7%), del Mobile imbottito della Murgia (+8,9%), del Legno Arredo dell’Alto Adige (+10,1%) e dei Mobili in stile di Bovolone (+20,6%) bilancia il lieve arretramento dei distretti del Legno Arredo della Brianza (-1,8%) e di Treviso (-3,3%), che si confermano comunque i principali poli industriali per valore esportato nel 2025, grazie a una spiccata capacità di riorientare i flussi commerciali. Nello specifico, il distretto della Brianza è riuscito a mettere a segno una crescita significativa in Turchia (+23%), compensando in parte la contrazione delle vendite negli Stati Uniti (-12%) e in alcuni mercati europei (in particolare in Francia, Regno Unito e Svizzera). Analogamente, il distretto di Treviso ha compensato le difficoltà in Francia e Nord America con le ottime performance in Canada (+27,5%), Turchia (+35,4%) e Olanda (+14,9%).

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