
«Cosa ci scrivono alcuni clienti? Che per cause di forza maggiore per ora non possono ritirare la merce. E quindi non pagano». Inciampo non banale quello di Luca Farina, Ceo di Orion Valves, produttore di valvole per il settore Oil & Gas che in Medio Oriente realizza i due terzi dei propri ricavi e che poche settimane fa, prima della crisi, è riuscito per fortuna a consegnare in Arabia Saudita un maxi-impianto da 3 milioni di dollari, la valvola più grande al mondo nella categoria. Le difficoltà dei clienti arabi nel dare il via libera alla spedizione di queste valvole ad alta tecnologia creano ora all’azienda un ostacolo – si spera temporaneo – che vale qualche milione di euro di mancati incassi.
«La merce ferma crea problemi – spiega l’imprenditore – e ci stiamo organizzando per trovare rotte alternative, ad esempio passando da Haifa e poi via terra. Ma i noli sono impazziti».
Attacco all’Iran e blocco di Hormuz non sono certo lo scenario ideale per il settore nazionale più esposto all’area, con valvole e rubinetti a piazzare in Medio Oriente il 15% dell’export totale, quasi il quadruplo della media nazionale, circa un miliardo di euro all’anno. Con difficoltà che riguardano gli incassi ma anche la logistica e le commesse future.
«Si tratta decisamente di una zona ricca di lavoro – spiega il general manager di Lvf Claudio Piccinini – e ora tutto è bloccato. Gli ordini che abbiamo ci rasserenano per il 2026, perché i cicli di lavorazione nel nostro settore sono lunghi. Ma il problema, se la situazione non si sblocca, sarà per i volumi dell’anno prossimo. Già in allerta ad ogni modo sono anche i clienti delle altre aree, ad esempio degli Usa, che ci chiedono conto di eventuali nostri problemi di supply chain: vogliono garanzie sulle produzioni future, su cui però non vediamo problemi».
«Negli Emirati abbiamo una filiale commerciale con otto persone – racconta il titolare di Vir Savino Rizzio, 10% dei ricavi in Medio Oriente – e per noi questa situazione è un colpo basso. Nel breve ce la caviamo ma dobbiamo organizzarci in modo diverso per spedire la merce: o si passa da Suez o si deve circumnavigare l’Africa».





