
Con una gamma di tecnologie che spaziano dall’intelligenza artificiale alla robotica autonoma, nemmeno il mondo dell’agricoltura può sottrarsi all’impellenza dell’innovazione tecnologica. Ogni metro di terreno viene studiato, analizzato, attraverso gemelli digitali, per decidere quando seminare, come, quanta acqua distribuire, per non rovinare il risultato finale, risparmiando sui costi e ottimizzando le risorse. Questo e altro si è visto ad Agritechnica 2025, la fiera di Hannover che quest’anno ha messo in mostra molta più tecnologia rispetto a tutte le edizioni passate.
A fare la voce grossa è stata CNH, che controlla i marchi New Holland, Case IH, Steyr, e che ha deciso di trasformarsi in un player agritech a 360 gradi.
La questione della salute del terreno rappresenta il punto di partenza per comprendere l’urgenza di questa trasformazione tecnologica. Solo il 3% della superficie terrestre è adatta alla produzione agricola, mentre un terzo dei suoli disponibili risulta già compromesso. Per molte famiglie contadine, la terra costituisce un patrimonio tramandato attraverso generazioni, e la sua fertilità determina non soltanto la produttività immediata ma anche la qualità degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole.
Nel campo della raccolta, CNH ha sviluppato sistemi che hanno influenzato le operazioni globali. Ad esempio, l’automazione delle mietitrebbie, che utilizza sensori e intelligenza artificiale per ottimizzare continuamente i parametri operativi della macchina. Ma anche l’automazione della testata per mais, che riduce le perdite di prodotto e abbassa i consumi di carburante. Particolarmente innovativo risulta il Kernel Processing System, che applica l’IA alla lavorazione del foraggio. Installato sulle macchine per la raccolta del frumento, questo sistema adatta il trattamento dei chicchi in base al tipo di alimentazione animale prevista, migliorando il valore nutrizionale di carne e latte. Si tratta di un esempio concreto di come la tecnologia possa intervenire lungo l’intera filiera agroalimentare.
Sul fronte della semina, le soluzioni proposte puntano a una precisione millimetrica. La tecnologia Planter Automation garantisce che oltre il 95% dei semi venga posizionato entro un raggio di 5 centimetri dal percorso prestabilito, ottimizzando così la distribuzione dei nutrienti e lo sviluppo radicale. Attualmente disponibile con la guida attiva degli attrezzi, questa tecnologia si arricchirà nel 2026 della guida passiva. Le seminatrici di prossima generazione, previste entro il 2030, integreranno sistemi di guida avanzata con gestione remota attraverso la piattaforma digitale FieldOps, riducendo il fabbisogno di manodopera. Nel settore dei trattamenti fitosanitari, l’approccio “Sense and Act” rappresenta una svolta significativa. La tecnologia Green-on-Brown, già operativa, permette il rilevamento mirato delle infestanti e l’applicazione a dose variabile degli erbicidi, con risparmi che raggiungono il 60%. Ma la vera rivoluzione arriverà nel 2027 con il lancio in Nord America della tecnologia Green-on-Green Spraying attraverso il sistema One Smart Spray, che promette una riduzione fino all’80% nell’uso di erbicidi, coniugando sostenibilità ambientale e risparmio economico.








