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Home » 30 milioni di doni indesiderati sotto l’albero: sempre più spesso la soluzione è rivenderli online
Finanza

30 milioni di doni indesiderati sotto l’albero: sempre più spesso la soluzione è rivenderli online

Sala NotizieBy Sala Notizie17 Dicembre 20255 Mins Read
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30 milioni di doni indesiderati sotto l’albero: sempre più spesso la soluzione è rivenderli online
30 milioni di doni indesiderati sotto l’albero: sempre più spesso la soluzione è rivenderli online

In Italia ogni Natale si scartano circa 30 milioni di regali indesiderati. Infatti è proprio la più attesa delle festività dell’anno l’occasione in cui si ricevono più doni non graditi o sbagliati e la ricerca  di Ipsos Doxa per eBay dice chi ci conosce meglio è anche chi sbaglia di più: amici e partner si rivelano, infatti, i “campioni” del regalo fuori target. 

Per un numero sempre maggiore di italiani la soluzione è semplice: mettere i regali non graditi in vendita. Una pratica ormai consolidata e che continua a crescere: se lo scorso Natale il 15% dichiarava di aver rivenduto un regalo non gradito, quest’anno la quota sale al 20%. Non tutti però riescono a separarsene: il 39% decide di fare buon viso a cattivo gioco e di tenerseli, di regalarli a qualcun altro (22%) o di far finta di niente e dimenticarli in qualche cassetto (17%).

La ricerca di Ipsos Doxa per eBay, al suo secondo anno, è dedicata al regifting, ovvero la rivendita dei regali, che racconta atteggiamenti e comportamenti degli italiani nei confronti di un fenomeno sempre più accettato e di tendenza.

La ricerca rivela inoltre che è l’online a guidare il trend, con il 76% degli intervistati che si rivolge alle piattaforme digitali se decide di rivendere i doni sbagliati, o anche di acquistare articoli usati da regalare (66%), confermando un’apertura generale al second-hand. 

Il risparmio rimane la prima scelta di destinazione del guadagno ottenuto dalla rivendita per il 55% degli intervistati (in crescita rispetto al 51% del 2024), seguito dalla sostituzione con un oggetto più affine ai propri gusti (34%). Diminuisce fortemente, invece, il numero di chi decide di usare i soldi ricavati dalla rivendita per sostenere le spese del periodo natalizio (18% del 2025 vs 27% del 2024).

“Anche il regifting, un tempo considerato un gesto di ripiego, oggi racconta qualcosa di più grande: la volontà di dare nuovo valore a ciò che non usiamo, in modo intelligente e responsabile. Sempre più persone scelgono di rivendere i regali non graditi, e lo fanno online, con semplicità e trasparenza. È uno dei segnali più evidenti di un cambiamento culturale che stiamo osservando da tempo: un approccio più consapevole al consumo, in cui ogni oggetto può avere più di una vita. Su eBay questo accade ogni giorno, grazie a una community attiva e a una piattaforma che rende il second-hand accessibile a tutti” afferma Margot Olifson, Country Manager di eBay in Italia.

Chi “sbaglia” di più

Secondo la ricerca, zii (12%), colleghi (9%), cugini (7%), sono ben lontani dal palmares di chi vince a fare i regali sbagliati, che vede in cima alla classifica amici (24%), partner (21%) mamme e fratelli (17%) con buona pace di chi pensiamo conosca meglio i nostri gusti.

Il 44% degli italiani dichiara di aver ricevuto almeno un regalo non gradito il Natale scorso e, di questi, il 20% solitamente lo rivende. Il 35% ritiene non sia una cosa carina da fare o ha avuto paura di essere scoperto dalla persona che l’aveva donato o, ancora, crede sia uno sforzo per cui non valga la pena (15%).

Il regifting è un fenomeno di tendenza tutto l’anno

Sempre più italiani scelgono di affidarsi al regifting: quasi il 60% degli intervistati (vs.56% nel 2024), infatti, è disposto a vendere i regali non graditi ricevuti nel corso dell’anno, con un 48% che prevede di farlo nella stessa misura dello scorso anno e l’11% addirittura in misura maggiore.

In particolare, oltre 1 italiano su 3 ha rivenduto almeno un articolo indesiderato, con ben il 41% che dichiara di essere più propenso a causa del costo della vita, a riprova del fatto che il regifting può rappresentare un’opportunità economica.

In cima alla lista dei regali più rivenduti ci sono vestiti, scarpe e accessori (44%) e articoli per la casa (33%), seguiti libri e fumetti (18%), gioielli e orologi (17%), e l’elettronica (14%). Le prime due categorie emergono anche in chiave prospettica come maggiormente propense alla rivendita anche da chi non l’ha mai fatto.

Le motivazioni sono concrete: il 37% lo fa perché il regalo non corrisponde ai propri gusti, il 28% perché possiede già un articolo simile e il 27% perché semplicemente non lo vuole tenere. Per alcuni, la rivendita rappresenta anche un’opportunità di guadagno extra (12%) o una decisione dettata dal valore dell’oggetto, considerato troppo prezioso per restare inutilizzato (9%).            

Aumenta la considerazione che il regifting sia una pratica sostenibile (38% vs. 36% nel 2024) perché permette di ridurre i rifiuti e favorire la circolarità. Il 34% (vs37% nel 2024) lo considera invece un’attività pratica perché garantisce una seconda vita agli oggetti, mentre resta pressoché stabile chi continua a ritenerla una pratica irrispettosa nei confronti di chi ha fatto il regalo (33% vs 34%).

Dalla scatola al carrello virtuale: il regifting corre online

Il digitale è il motore del fenomeno: il 76% degli italiani che rivende lo fa oggi su piattaforme online, con un incremento del 15% rispetto allo scorso anno, a discapito dei negozi fisici di seconda mano che registrano il 19% di preferenze (vs. 30% del 2024).

Anche regalare articoli di seconda mano conquista terreno. Gli italiani si aprono sempre più a questa scelta: il 66% degli intervistati è favorevole a donare oggetti usati acquistati online o che si possiedono in casa (57%), soprattutto se l’articolo è in buone condizioni o difficile da trovare o per motivi di sostenibilità.

 

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